La città che non dorme mai

C’è qualcosa nell’aria di New York che rende il sonno inutile

diceva Simone de Beauvoir, ed in effetti l’aria che si respira è di movimento continuo, di necessità di fare.

E allora viviamola questa città che, come nessun’altra al mondo, sa offrire al viaggiatore tante occasioni contemporaneamente.

Spettacoli teatrali e musicali a Broadway, mostre dedicate al MOMA o al Guggenheim, il Museo di Storia Naturale con veri scheletri di dinosauri e diorami coloratissimi. Oppure attraversare il braccio di mare che porta ad Ellis Island, dove gli emigranti venivano raccolti, identificati e tenuti in quarantena e dove sono visibili ancora i loro alloggi.

La prospiciente Statua della Libertà, da cui ammirare il tipico skyline della città, ora arricchito dal nuovo grattacielo che ha sostituito le Torri Gemelle.

Ammirare il panorama dall’ultimo piano dell’ Empire State Building o dalle Trump Towers (top of the rock) è un’esperienza che mette i brividi anche ai viaggiatonew yorkri più navigati. Manhattan è così, senza  pause, così stancante, direbbe qualcuno.

Invece per una misteriosa alchimia questa stanchezza non si sente affatto, anche perché la città non annoia mai l’occhio, con il suo eclettismo architettonico, amalgamando strutture dissonanti come un grattacielo in cristallo con una chiesetta del tardo ottocento ed un palazzo neogotico decorato con curiosi gargoyle.

Ma in questo muoversi continuo capita spesso di girare l’angolo e riposarsi in un piccolo parco tra i grattacieli, od andare in bicicletta a Central Park, molto di più di un enorme giardino circondato dalle lussuose dimore di Park Avenue.

E per cena? hamburger da Five Guys, hamburger con la H maiuscola o gamberi da Bubba nella coloratissima Times Square od ancora giapponese da Zen o le sempre rincuoranti fettuccine di Alfredo.

I più trendy dopo aver fatto shopping potranno andare a Soho o Tribeca a godere il tramonto con l’aperitivo in mano in attesa di cenare in un ristorantino fusion.

E poi il mattino dopo andare a…